Eventi di vita

Nasce un figlio: le pratiche dei primi giorni e i documenti da tenere per i prossimi diciotto anni

Nei primi giorni arrivano insieme la cosa più grande della vita e una lista di uffici: la dichiarazione di nascita ha un termine di tre giorni in ospedale, il pediatra va scelto prima della prima visita, l'assegno unico va chiesto entro quattro mesi per non perderne una parte. E ogni pratica produce un foglio che servirà di nuovo: all'asilo, alla prima vacanza all'estero, dal medico, tra dieci anni.

Questa pagina mette in ordine le due cose: cosa fare adesso, con le scadenze, e cosa conservare, con un posto dove metterlo. In LifeVault tuo figlio ha un vault suo, dentro il tuo: i suoi documenti con le scadenze nel tuo calendario, e un giorno, se vorrai, un accesso suo. Tutto cifrato sul tuo dispositivo: il server non vede né il suo nome né la data di nascita.

La prima settimana: le pratiche con una scadenza

Sono poche, ma hanno termini veri. Le date qui sotto valgono in Italia e sono quelle stabili; per il tuo caso fanno fede il Comune, l'ASL e l'INPS.

  • Dichiarazione di nascita: entro 3 giorni alla direzione sanitaria dell'ospedale, oppure entro 10 giorni all'anagrafe del Comune. Serve un documento d'identità dei genitori e l'attestazione di nascita rilasciata dall'ospedale. Da qui nascono l'atto di nascita e l'iscrizione nello stato di famiglia.
  • Codice fiscale: lo assegna l'Agenzia delle Entrate tramite il Comune, di solito insieme alla registrazione della nascita. È il numero che servirà per tutto il resto: pediatra, tessera sanitaria, assegno unico.
  • Scelta del pediatra: all'ASL o dal portale della tua Regione, con il codice fiscale del bambino. Meglio prima della prima visita, che di norma è nei primi giorni dopo la dimissione.
  • Tessera sanitaria: arriva a casa per posta dopo l'assegnazione del codice fiscale. Nel frattempo vale il certificato di attribuzione del codice fiscale.
  • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, da usare tra i due mesi prima e i cinque mesi dopo la nascita; si chiede al datore di lavoro, che lo comunica all'INPS. Il congedo di maternità e quello parentale seguono regole loro: INPS e datore di lavoro sono gli interlocutori.
  • Assegno unico: la domanda si fa all'INPS, da soli o tramite un patronato. Se la presenti entro 120 giorni dalla nascita, l'assegno parte dal mese di nascita; dopo, parte dal mese della domanda. Se già lo ricevi per un altro figlio, basta aggiungere il nuovo nato.
  • Detrazioni e welfare aziendale: comunica la nascita al datore di lavoro per i carichi di famiglia e per eventuali benefici del contratto.

Nei primi mesi: i documenti che serviranno ancora

Finita l'urgenza, restano i documenti che si chiedono di nuovo per anni. Il Protocollo «I documenti dei figli» li elenca uno per uno; questi sono quelli da sistemare subito.

  • Atto di nascita: una copia va chiesta al Comune e tenuta a portata di mano. Serve per il passaporto, per molte iscrizioni e, un giorno, per la carta d'identità del figlio adulto.
  • Carta d'identità: esiste anche per i neonati e serve per viaggiare in Europa. Si chiede al Comune con una fototessera; vale tre anni fino ai 3 anni di età, cinque fino ai 18.
  • Passaporto: se pensate a un viaggio fuori dall'Europa. Si chiede in Questura, con il consenso di entrambi i genitori.
  • Libretto delle vaccinazioni: ogni vaccino ha la sua data, e il calendario vaccinale va dai due mesi in poi. L'attestato serve all'iscrizione al nido e alla scuola dell'infanzia.
  • Cartella pediatrica e certificati: bilanci di salute, allergie e farmaci, referti di eventuali visite. Il pediatra li tiene, ma una copia tua evita di ricostruirli al cambio di medico o in pronto soccorso.
  • Documenti dei genitori aggiornati: stato di famiglia, eventuali certificati di matrimonio o di riconoscimento, la domanda e le ricevute dell'assegno unico.
  • Se non siete sposati: il riconoscimento del figlio da parte di entrambi avviene alla dichiarazione di nascita, con entrambi presenti. Vale la pena saperlo prima di andare in ospedale.

Il vault di tuo figlio: un posto suo, dentro il tuo

Da Famiglia, con «Aggiungi persona», scrivi nome e data di nascita e scegli «Crea anche il suo vault». Da quel momento i suoi documenti stanno lì, separati dai tuoi ma aperti dal tuo LifeVault: carta d'identità, tessera sanitaria, libretto delle vaccinazioni, certificati, pagelle quando arriveranno.

Carichi una foto o un PDF e LifeVault legge il tipo di documento e la scadenza nel tuo browser; tu confermi o correggi. La scadenza finisce nel calendario di LifeVault e, con un clic, nel tuo calendario di Google o Apple, con due promemoria, 30 e 7 giorni prima: la carta d'identità di un bambino scade ogni tre anni, e nessuno se lo ricorda.

Quando sarà più grande, nel suo vault ci sarà anche un Cash Manager suo, con Budget e Reale, per imparare a tenere il conto della paghetta. E dall'età minima del tuo paese potrai invitarlo ad avere un accesso suo, dal suo telefono: il vault resta lo stesso, i documenti sono già suoi.

  • Nome e data di nascita cifrati sul tuo dispositivo: il server non li vede.
  • Nessun account, nessuna email per il bambino: il vault si apre dal tuo.
  • Le scadenze dei suoi documenti nel tuo calendario, con quelle dei tuoi.
  • Un vault per ogni figlio: niente cartelle che si mischiano.

L'altro genitore e le persone che contano

Con un figlio, le cose che devono poter trovare entrambi aumentano: la tessera sanitaria al pronto soccorso, il libretto dei vaccini al nido, il codice fiscale per ogni modulo. In LifeVault ognuno ha il suo vault, e inviti l'altro genitore con il ruolo che scegli: nel tuo, per i conti di casa, e nel vault di tuo figlio, per seguirlo insieme. Ogni vault ha i suoi inviti. Chi inviti ha il suo account, entra nel vault che gli hai aperto, e l'accesso glielo togli quando vuoi.

È anche il momento in cui molti nominano un contatto d'emergenza: una persona di fiducia e un tempo di attesa deciso da te. Se un giorno chiede di entrare e tu non rifiuti entro quei giorni, entra. Nemmeno noi possiamo aprire il vault al posto tuo: per questo lo decidi prima.

  • I permessi sono per vault e per ruolo: chi inviti vede tutto il vault che gli apri. Per separare ambiti diversi si usano vault diversi.
  • La chiave del vault viaggia cifrata nel link dell'invito: il server non la vede.
  • La frase di recupero, stampata e in busta, è l'altra cosa da sistemare adesso: senza di essa nessuno, noi compresi, può recuperare il tuo vault.

Cosa chiederai a LifeVault Sense tra qualche mese

«Quando scade la carta d'identità di Chiara?», «Cosa scade nei prossimi tre mesi?», «Quanto abbiamo speso questo mese?». LifeVault Sense risponde dal tuo browser, sul tuo dispositivo: nessuna domanda e nessun documento escono da lì. È in anteprima e si attiva su richiesta.

La checklist, dal primo giorno in poi

Le pratiche nell'ordine in cui arrivano, e i documenti da mettere nel vault man mano che li hai in mano.

Da fare

  • Dichiarazione di nascita (3 giorni in ospedale, 10 in Comune)
  • Codice fiscale e, appena arriva, tessera sanitaria
  • Scelta del pediatra all'ASL
  • Congedo di paternità e di maternità con il datore di lavoro
  • Domanda di assegno unico all'INPS entro 120 giorni
  • Comunicazione al datore di lavoro per i carichi di famiglia
  • Carta d'identità del bambino se prevedete un viaggio
  • Primo vaccino a due mesi: segna la data

Da mettere nel vault

  • Atto di nascita e certificato del codice fiscale
  • Tessera sanitaria e scelta del pediatra
  • Carta d'identità e passaporto, con la scadenza
  • Libretto delle vaccinazioni, aggiornato a ogni dose
  • Bilanci di salute, allergie, farmaci, referti
  • Domanda e ricevute dell'assegno unico
  • Stato di famiglia aggiornato
  • Più avanti: iscrizione al nido, certificati sportivi, pagelle

Il primo documento di tuo figlio, al suo posto

Crea il tuo vault, aggiungi tuo figlio da Famiglia e carica l'atto di nascita: da lì in poi ogni documento ha un posto e una scadenza nel calendario. Cifrato sul tuo dispositivo: nessuno può leggerlo, nemmeno noi.

Crea il tuo LifeVault

FAQ

Mio figlio ha bisogno di un account o di un'email?

No. Il vault di tuo figlio lo crei da Famiglia e lo apri dal tuo LifeVault: nessun account, nessuna email, nessuna password per il bambino. Dall'età minima del tuo paese potrai invitarlo ad avere un accesso suo, con il ruolo che scegli; fino ad allora lo gestisci tu.

Il server vede il nome e la data di nascita del bambino?

No. Nome, data di nascita e documenti vengono cifrati nel tuo browser prima di partire. Il server conserva blocchi illeggibili e non ha la chiave per aprirli: vale per il vault di tuo figlio come per il tuo.

LifeVault riconosce i documenti di un neonato?

Legge nel tuo browser il tipo e la scadenza dei documenti con un formato fisso, come carte d'identità e passaporti, e le date che trova nei certificati; tu confermi o correggi. Per gli altri, come il libretto delle vaccinazioni, scegli tu il tipo e metti la data del prossimo richiamo come scadenza: finisce nel calendario come le altre.

Possiamo gestire il vault in due?

Sì. Ognuno ha il suo vault, e inviti l'altro genitore con il ruolo che scegli: nel tuo e, separatamente, nel vault di tuo figlio. Vede i vault che gli apri, e l'accesso glielo togli quando vuoi. Un vault con due proprietari non esiste: ognuno ha il suo, e ci si invita a vicenda.

Posso avere un vault per ogni figlio?

Sì, uno per ciascuno, dentro il tuo. Il piano Famiglia copre fino a 6 persone, figli compresi; ogni vault ha i suoi documenti, le sue scadenze e il suo Cash Manager.

Cosa succede ai documenti se mi succede qualcosa?

Dipende da quello che decidi prima. Puoi nominare un contatto d'emergenza con un tempo di attesa scelto da te, e consegnare la frase di recupero a una persona fidata, in busta. Non possiamo farlo noi al posto tuo: non abbiamo la chiave del tuo vault, e questa è la garanzia che nessun altro ce l'ha.

Le scadenze delle pratiche sono aggiornate?

Le scadenze citate sono quelle stabili della normativa italiana al momento in cui la pagina è stata scritta. Per il tuo caso fanno fede il Comune, l'ASL e l'INPS, che possono avere procedure e canali diversi da zona a zona.

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